”In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso” sosteneva Aristotele. E’ partendo da questo presupposto che gran parte degli studi scientifici prende ispirazione dalla natura. Anche il campo dell’architettura si è posto l’obiettivo di imitare i modelli della natura per risolvere complessi problemi umani. Si sta, quindi, sviluppando la disciplina dell’architettura biomimetica, dal greco bios (vita) e mimesis (imitazione).

L’architettura biomimetica per la sostenibilità

L’architettura biomimetica si pone l’obiettivo di coniugare biologia e tecnologia trasferendo i processi biologici dal mondo naturale a quello artificiale, con l’obiettivo di ottenere un cambiamento radicale, dedicandosi ad un design ecosostenibile.
L’architettura biomimetica progetta e costruisce edifici limitando l’impatto ambientale, ponendosi l’obiettivo di migliorare la salute e il comfort delle persone, grazie a l’integrazione di strutture e tecnologie adeguate. Fare architettura sostenibile significa saper costruire senza danneggiare gli abitanti e l’ambiente, adattandosi nel contesto e pensando anche ad un riutilizzo dello spazio e dei materiali.
La carta vincente di un progetto architettonico o urbanistico è ridurre al minimo gli sprechi e i consumi energetici.

L’architettura biomimetica: i materiali da usare

Nasce l’esigenza di costruire edifici scomponibili con elementi e materiali che possano essere facilmente recuperati, riutilizzati e smaltiti che non provochino inquinamenti.
Gli elementi impiegati oggi sono composti da strati diversi di materiali chimici incollati che uniti rendono difficile la separazione prima del riciclo. Anche la demolizione del cemento armato necessita di un grande dispendio di energia. Progettare, quindi, edifici scomponibili e adattabili a nuovi usi diventa oggi una necessità.
Bisogna prendere in considerazione l’aspetto del riciclaggio dei materiali già al momento della progettazione di un edificio. Occorre imparare che possiamo dare agli elementi utilizzati, l’opportunità di avere una nuova vita, anche diversa da quella per cui sono stati ideati.

Alcuni esempi di architettura biomimetica

Ci sono vari architetti impegnati nella ricerca di elementi che favoriscano il riutilizzo e il riciclaggio. L’architetto giapponese Shigeru Ban è già da anni impegnato in questa ricerca, puntando sullo studio e sulla realizzazione di edifici in tubi di cartone.

I progetti della Earthship Biotecture consistono nella realizzazione di una tipologia di case solari passive, con sistemi di riscaldamento e raffreddamento a energia zero, indipendenti dagli allacciamenti municipali. Queste case rappresentano una scelta totalmente sostenibile, senza però rinunciare alla bellezza estetica. Sono realizzate con materiali come la terra, l’argilla, la paglia, il legno e pneumatici riempiti di terra per i muri portanti e bottiglie o lattine per i muri non portanti. Hanno un ridotta impronta ambientale con caratteristiche migliori delle normali abitazioni.

Ci sono anche altri esempi di architetture sostenibili che hanno avuto successo, sparse in varie città europee:

  • The Edge ad Amsterdam
  • Bosco Verticale a Milano
  • Eden Project in Cornwall, nel Regno Unito

Oggi più che mai nasce l’esigenza di ripensare l’architettura in termini di sostenibilità ambientale. L’ambizioso obiettivo dell’architettura biomimetica è la continua ricerca di materiali che possano essere riciclati per intero e che ne favoriscano il riutilizzo.

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